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Giugno

Giugno

  • I Santi:

    21 giugno: San Luigi Gonzaga
    Luigi Gonzaga, figlio del marchese Ferrante, nacque nel 1568 a Castiglione delle Stiviere nel castello di famiglia, primo di sette figli maschi, erede del titolo nobiliare e con un futuro già segnato quale condottiero e signore della sua città. Ma nonostante fosse stato educato alle armi sin dall'infanzia, già a dieci anni Luigi decise che la sua strada sarebbe stata un'altra, rivolta alla preghiera, all'aiuto al prossimo e alla devozione in Dio. Nel 1580 ricevette la prima comunione da san Carlo Borromeo e partì poi alla volta di Madrid dove fu paggio di corte e brillante studente in lettere, scienze e filosofia. Fu in questi anni che maturò il desiderio di divenire gesuita, contro il volere del padre: a 17 anni a Roma entrò come novizio nella Compagnia di Gesù continuando i suoi studi di filosofia e teologia, e rinunciando poco dopo al titolo di marchese e ai diritti d'eredità. A Roma, nella sede del Collegio Romano si dedicò agli umili e agli ammalati, e si distinse soprattutto durante l'epidemia che colpì la città nel 1590: fu proprio in questa occasione che Luigi rimase contagiato e morì a soli 23 anni il 21 giugno del 1591, trovando poi sepoltura nella chiesa gesuita di Sant'Ignazio, nel complesso del Collegio Romano.

  • Accadde:

    9 giugno 1311 La Maestà di Duccio viene collocata sull'altare maggiore del Duomo di Siena
    La Maestà per l'altare maggiore del Duomo di Siena, capolavoro di Duccio da Boninsegna, risale agli anni della piena maturità del pittore. Sono giunti sino a noi sia il contratto con cui nel 1308 veniva commissionata la pala, sia i racconti della pomposa processione con cui, il 9 giugno 1311, la cittadinanza di Siena accompagnò l'opera in cattedrale. Così ricorda uno dei testimoni: "Ed il giorno che fu portata nella cattedrale, tutte le botteghe rimasero chiuse e il vescovo guidò una lunga fila di preti e monaci in solenne processione. Erano accompagnati dagli ufficiali del comune e da tutta la gente; tutti i cittadini importanti di Siena circondavano la pala con i ceri nelle mani, e le donne e i bambini li seguivano umilmente. Accompagnarono la pala tra i suoni delle campane attraverso la Piazza del Campo fino all'interno della Cattedrale con profondo rispetto per la preziosa pala. I poveri ricevettero molte elemosine e noi pregammo la Santa Madre di Dio, nostra patrona, affinché nella sua infinita misericordia preservasse la nostra città di Siena dalle sfortune, dai traditori e dai nemici."

  • Feste e sagre:

    La Festa dei Quattro Altari a Torre del Greco
    La Festa dei Quattro Altari si celebra, ormai, ogni anno a Torre del Greco, la domenica successiva alla solennità della SS. Trinità, in ricorrenza del Corpus Domini, festività istituita nel 1264 da Urbano IV per l'esaltazione del SS. Sacramento dell'Eucarestia. Nel secolo XVII, la processione partiva nel giorno dell'Ottava, con grande sfarzo, dalla chiesa di san Giacomo degli Spagnoli a Napoli e in quattro punti della città si costruivano dei grandi palchi addobbati con stoffe, detti "Altari". Da allora la festa fu detta anche "dei Quattro Altari". Per Torre, la Festa del Corpus Domini è documentata dal 1522: si parla di una solenne processione eucaristica e di altari di stoffa erti in alcune zone dai quali si dava la benedizione al popolo. Erano al largo del Carmine, a san Giuseppe alle Paludi, alla Marina e alla parrocchiale di Santa Croce.
    Gli Altari, grazie all'estro creativo del prof. Nicola Ascione, sono grandi scenografie a tema sacro, alte circa 20 metri, dipinte su tela e sorrette da robuste impalcature. Altra caratteristica sono i tappeti sui pavimenti delle chiese, originariamente composti con fiori ed erbe odorose, oggi eseguiti con fine segatura colorata, con disegno in sottofondo su carta. Concorrono alla manifestazione fastose luminarie, concerti musicali, mostre d'arte e di artigianato, fuochi pirotecnici ed una folla varia di venditori e di gente anche dalle città vicine.

  • La ricetta:
    Torta degli Addobbi (Bologna)
    La torta di riso detta Torta degli Addobbi è probabilmente uno dei dolci più antichi della tradizione culinaria bolognese la cui origine è legata alla Festa degli Addobbi e alle celebrazioni del Corpus Domini: in occasione di questa festa infatti il dolce veniva venduto nelle strade e si portava in dono in tutte le abitazioni di amici e parenti.
    Ingredienti: 1 litro di latte; 200 gr di riso; 200 gr di zucchero caramellato; 100 gr di zucchero vanigliato; 3 tuorli d'uovo; 3 uova intere; 100 gr di mandorle pelate; 100 gr di cedro candito; 1 bicchierino di liquore di mandorla amara; cannella; chiodi di garofano; la buccia di un limone; un pizzico di sale
    Fate bollire il latte, poi aggiungete il riso, la scorza grattata di un limone, un pizzico di sale e lo zucchero vanigliato. Fate cuocere il riso facendo in modo che il latte si assorba quasi del tutto e poi fate raffreddare in una terrina il riso così che tutto il latte rimasto dalla cottura venga assorbito.
    In un altro contenitore sbattete le uova con lo zucchero caramellato, incorporando le mandorle tritate, il cedro candito tagliato a pezzi piccoli e procedete amalgamando il tutto con il liquore di mandorle amare.
    Potete mettere l'intero preparato in uno stampo imburrato e spolverato con del pan grattato: l'impasto dovrebbe essere alto circa 3-4 cm. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti, poi abbassate la temperatura a 150°. Il tempo di cottura da questo momento dovrebbe essere circa di 40-45 minuti. Quando la superficie del dolce si indurisce con una crosticina bionda e croccante è il momento di togliere dal forno, lasciare intiepidire e bagnare con liquore dopo aver fatto dei forellini con uno stecchino. Togliete dalla teglia, tagliate la torta rigorosamente a losanghe e servirtela.
  • Il proverbio:
    La notte di san Giovanni ogni erba nasconde inganni
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