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Aprile

Aprile

  • I Santi:

    23 aprile: San Giorgio
    Il culto di San Giorgio, martire e cavaliere, è tra i più diffusi della Cristianità sin dai tempi più remoti: nato in Cappadocia, vissuto probabilmente alla fine del III secolo e morto martire in Terra Santa, Giorgio è l'espressione massima del miles christianus, l'eroico cavaliere che sconfigge il drago, metafora del male e del demonio. Cresciuto ed educato nella religione cristiana, secondo la tradizione Giorgio (dal greco "gheorgos", agricoltore) era un soldato dell'esercito di Diocleziano; quando l'imperatore iniziò le persecuzioni contro i cristiani, decise di distribuire i suoi beni ai poveri e di confessare la propria fede. Fu allora sottoposto a terribili supplizi e fu artefice di miracolose conversioni, fino ad essere decapitato. L'episodio che lo vede uccidere il drago e salvare la giovane figlia del re, apparve e si diffuse in realtà soltanto nel tardo Medioevo grazie alla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine (seconda metà del XIII sec.), favorito anche dal culto dei crociati che lo assunsero quale simbolo della vittoria sugli infedeli. San Giorgio è divenuto così patrono di cavalieri e soldati e il suo culto si diffuse in tutto l'Occidente così come in Oriente, tanto da divenire patrono d'Inghilterra ed essere onorato anche quale "profeta" nella religione musulmana.

  • Accadde:

    23 Aprile 1616: muoiono William Shakespeare, Miguel de Cervantes e Inca Garcilaso de la Vega
    L'UNESCO ha promosso in questa data la "Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore", incoraggiando tutti, e in particolare i giovani, a scoprire il piacere della lettura. L'idea di questa celebrazione è nata in Catalogna dove, nel giorno della festa di San Giorgio, una rosa viene tradizionalmente distribuita come dono per ogni libro venduto.

  • Feste e sagre:

    Lunedi in Albis - Madonna dell'Arco a Sant'Anastasia (Napoli)
    Il Santuario della Madonna dell'Arco è tradizionale meta di pellegrinaggi nel giorno di Pasquetta (lunedì "in albis"), quando i "fujenti" (o "vattienti") vestiti di bianco con una fascia azzurra annodata sul fianco che scende dalla spalla sinistra, e con una fascia rossa legata in vita, giungono a piedi al Santuario da Napoli e da numerose località della Campania. I devoti che dal oltre quattro secoli si recano al Santuario sono membri di Associazioni - oltre 350 quelle riconosciute - il cui segno distintivo è lo Stendardo, ostentato con orgoglio; molti gruppi realizzano anche una immagine della Madonna dell'Arco in cartapesta, altri dei carri votivi o un baldacchino. Un rituale - detto "'a funzion" - si ripete più volte lungo il percorso del pellegrinaggio, come tappe di avvicinamento al Santuario.
    Vai alla scheda della festa

  • La ricetta:

    Cuddura cull'ova (Sicilia)
    La coddura o cuddhura, è un tipico dolce siciliano, di derivazione ortodossa, che veniva e viene tutt'ora preparato nel periodo pasquale.
    E' un grosso dolce di forma circolare, con incorporato un numero variabile, ma sempre dispari, di uova col guscio, che le giovani donne usavano regalare ai fidanzati nel giorno della Resurrezione.
    Ma la forma della cuddura non è solo circolare: se ne preparano anche a forma di "campanaru" (campanile) per risuonare le campane al Cristo risorto, a forma di "panarieddu" (cestino) per augurare abbondanza, oppure di "gadduzzu" (galletto o colomba) per i ragazzi, di "pupa" (bambola) per le ragazze, e a "cuore" per i propri amati.
    Ingredienti: 500 grammi di farina OO, 200 grammi di strutto, 3 uova intere, 200 zucchero semolato, 1 bustina di lievito, scorza di 1 limone grattugiato (si può sostituire con l'arancia o il mandarino e non devono essere chiaramente trattati). Uova Sode per le decorazioni
    Procedimento: Mettere in una ciotola capiente la farina, lo strutto ammorbidito a temperatura ambiente, le uova, zucchero e il lievito. Grattugiare la scorza di limone o agrume che avete scelto e impastare il tutto con le mani. Otterrete un composto piuttosto morbido. Fare quindi la base della cuddura formando prima una palla e poi appiettandola sulla teglia precedentemente imburrata. Fare delle piccole fosse dove alloggeranno le uova e con altra pasta ricavare delle strisce piccole che occorreranno per fermarle. Molti spennellano con un tuorlo la superficie della cuddura per poi farvi ricadere sopra delle codette colorate di zucchero. Infornare a 180° per 40 minuti circa.

  • Il proverbio:

    Chi fila grosso, si vuol maritar tosto; chi fila sottile si vuol maritar d'Aprile

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Orario ICDe
Dal lunedi al venerdi
9.00-17.00
Metro Linea B (EUR Fermi) Bus 30 Express, 170, 671, 703, 707, 714, 762, 765, 791
Servizio VI
Tutela del patrimonio
DEA e immateriale

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