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Archivio sonoro

Archivio sonoro

Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia

L'archivio sonoro conserva una collezione, composta da circa 2.700 supporti tra nastri (originali e copie) e dischi, di documenti relativi al patrimonio di cultura orale ed etnomusicale. La storia dell'archivio inizia intorno al 1960, quando Annabella Rossi promuove i primi rilevamenti nell'Italia meridionale. La raccolta della Rossi attesta quasi un ventennio della sua attività di ricerca, costituise un rilevante patrimonio documentario sugli aspetti festivi, rituali, magico-religiosi e sociali della cultura popolare meridionale. L'archivio conserva anche registrazioni risultanti dalla collaborazione della Rossi con Roberto De Simone e con Gianfranco Mingozzi. Successivamente incrementato, il patrimonio sonoro documenta il folklore italiano, con particolare riferimento alla ritualità festiva, alla sfera cultuale e magico-religiosa ( culto dei morti, lamento funebre, tarantismo, fenomeni di possessione), alle condizioni di vita e di lavoro agro-pastorali e marinare, alle tecniche artigianali, alla narrativa di tradizione orale, alle storie di vita, all'etnomusicologia, al teatro popolare.

I rilevamenti sono stati effettuati prevalentemente in Campania, Lazio, Basilicata, Calabria, Toscana, Abruzzo, Molise, Puglia, Sicilia. Una parte di documentazione riguarda anche Sardegna, Marche, Emilia Romagna e, in minor misura, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto e Umbria. Alla seconda metà del 1970 risalgono i materiali sonori rilevati a Venafro (Molise), Montescaglioso (Basilicata) e Castiglion Fiorentino (Toscana) nel corso di ricerche promosse dall'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione d'intesa con il museo. Nell'equipe di lavoro ricordiamo Aurora Milillo, di cui l'archivio conserva diverse raccolte sulla narrativa di tradizione orale. La documentazione pertinente alla sfera etnomusicologica risulta costituita da brani vocali e strumentali e comprende materiali di notevole interesse, quali la raccolta di Giorgio Nataletti e quella di Annibale Ruccello sulle cantate dei pastori in Campania.

È comunque importante sottolineare la specificità del patrimonio sonoro del museo, data essenzialmente dalla presenza di documenti relativi non solo alla musica e alla narrativa orale, ma ai diversi aspetti della cultura popolare. Si segnalano ad esempio, tra i materiali più recenti, le raccolte sulle pratiche di etnobotanica nel teramano e di medicina popolare nel viterbese, e le registrazioni relative alla cultura marinara.

Fondo Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
Uno straordinario patrimonio sonoro, fotografico e audiovisivo
on line: Basilicata e Puglia

Responsabile: Marisa Iori
Tel. 065910709/065926148 - mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Istituto
Aperto dal lunedi al venerdi
Come arrivare
Metro Linea B (EUR Fermi)
Bus 30 Express, 170, 671, 703, 707,
714, 762, 765, 791
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