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Marzo

Marzo

  • I Santi:

    San Benedetto da Norcia
    San Benedetto nacque intorno al 480 nella città di Norcia, figlio di un Console e Capitano Generale dei Romani. A 12 anni fu mandato con la sorella Scolastica a Roma per compiere i suoi studi, ma, sconvolto dalla vita dissoluta della città pochi anni dopo si ritirò nella valle dell'Aniene presso Subiaco, dove sorgevano gli antichi resti di una villa neroniana. Qui incontrò Romano, monaco di un vicino monastero retto dall'abate Adeodato che, vestitolo degli abiti monastici, gli indicò una grotta impervia del Monte Taleo (oggi all'interno del Monastero del Sacro Speco), dove Benedetto visse da eremita quasi ininterrottamente per circa trent'anni, predicando la Parola del Signore e accogliendo discepoli sempre più numerosi, fino a creare sotto la sua guida spirituale una vasta comunità di tredici monasteri. Tra il 525 ed il 529, dopo un tentativo di avvelenamento, Benedetto decise di abbandonare Subiaco e si diresse verso Cassino dove fondò il monastero di Montecassino. Qui, prendendo spunto da regole precedenti, compose la sua Regola nella quale la vita dei monaci è organizzata nei minimi particolari: i due cardini della vita comunitaria sono l'obbligo di risiedere sempre nello stesso monastero - contro il vagabondaggio allora piuttosto diffuso tra i monaci - e la buona condotta morale, la pietà reciproca e l'obbedienza all'abate che scandisce le giornate dei monaci alternando preghiera e lavoro, come recita il motto benedettino ora et labora (prega e lavora). Benedetto morì il 21 marzo 547 dopo 6 giorni di febbre fortissima: le diverse comunità benedettini ricordano infatti san Benedetto il 21 marzo, giorno della sua morte, mentre la Chiesa cattolica ne celebra la festa l'11 luglio da quando, nel 1964, Papa Paolo VI lo ha proclamato patrono d'Europa.

  • Accadde:

    31 Marzo 1935 Inaugurazione della Città Universitaria di Roma
    Il 31 marzo 1935, il re Vittorio Emanuele III inaugura la Città universitaria di Roma. L'idea della sua realizzazione risale agli anni successivi all'Unità d'Italia poiché l'edificio della Sapienza situato in pieno centro storico non era più sufficiente ad accogliere l'università della nuova capitale d'Italia. Subito si aprì un ampio dibattito tra quanti erano favorevoli a realizzare più sedi per le diverse facoltà in diversi punti della città, e quanti invece preferivano creare un'unica città universitaria. Nel 1906 prende forma l'idea di un ateneo unico e viene individuata l'area vicino al Policlinico per la sua realizzazione. La progettazione venne interrotta con la Grande Guerra e ripresa poi in epoca fascista: nel 1926 viene definito un nuovo progetto urbanistico e nel 1932 istituito un ufficio tecnico per seguirne la costruzione. Marcello Piacentini, architetto protagonista dell'epoca fascista, definisce il disegno planimetrico dell'area, una vera e propria città nella città, dove l'attività didattica viene integrata con una serie di strutture amministrative e di accoglienza, di servizi bibliotecari e museali. La progettazione dei singoli edifici si deve ad una serie di architetti del calibro di Giò Ponti, Pietro Aschieri, Giuseppe Pagano. La grande impresa ha visto coinvolti anche importanti artisti dell'epoca: a Mario Sironi si deve la decorazione nell'Aula Magna del Rettorato mentre la statua della Sapienza che domina la piazza centrale è opera di Arturo Martini.

  • Feste e sagre:
    IL CARNEVALE AMBROSIANO sabato 4 Marzo
    Nel rito ambrosiano osservato nella maggior parte delle chiese dell'arcidiocesi di Milano e in alcune delle diocesi vicine, il periodo quaresimale inizia con la prima domenica di Quaresima. L'ultimo giorno di Carnevale è il sabato, quattro giorni dopo rispetto al martedì grasso in cui termina il Carnevale dove si osserva il rito romano. La tradizione detta che all'origine di questa usanza ci sia una richiesta specifica di Sant'Ambrogio che in pellegrinaggio lontano da Milano abbia fatto richiesta alla popolazione di attendere il proprio rientro per poter dare inizio alle celebrazioni della Quaresima. Proprio per merito del Rito Ambrosiano, mentre tutto il resto dell'Italia ha già finito di festeggiare, il carnevale arriva a Milano con Meneghino e Cecca: le maschere milanesi.
  • La ricetta:
    In Italia è consuetudine preparare per la festa di San Giuseppe particolari dolci
    Nel nord Italia specie nella zona detta delle Quattro province e nella Val Trebbia è uso preparare i farsò. Queste frittelle si consumano durante festa che si conclude con un grande falò per propiziare la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. Un'usanza di derivazione celtica-ligure ancora oggi sopravvissuta ai tempi. Nell'Italia centrale è tipica la preparazione di bignè fritti ripieni di crema o ricotta. Nel Mezzogiorno e nelle pasticcerie di tradizione napoletana è usanza cuocere al forno o friggere in padella grosse ciambelle decorate esternamente con crema pasticcera e marmellata di amarene, note come zeppole. In Sicilia occidentale si preparano le sfincie di San Giuseppe. Nel Catanese, le Zeppole di San Giuseppe sono dei dolci di riso preparati con farina, riso, miele d'arancio e zucchero a velo con cannella. Particolare è la situazione che si verifica nel Lazio, dove si preparano per tradizione bignè nei paesi dell'ex-Stato Pontificio e zeppole in quelli una volta appartenenti al Regno di Napoli.
  • Il proverbio:
    La luna marzolina fa nascer l'insalatina
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